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martedì, marzo 20, 2007

Accorete numerosi

Sabato sera 24 marzo Bobo e Josh ancora una volta ci immergono nel magico mondo del Volley Scum Party.

Come sempre al "Loft" in Via Borgazzi a Monza, non mancate musica e alcool fino a mattina...una tradizione che resiste ad ogni genere di intemperie...

Grazie ragazzi e...alla Vostra

venerdì, febbraio 02, 2007

Dalla Zia stamattina...

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa. La vecchia sorrise: Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa. Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.

giovedì, gennaio 11, 2007

Grazie Pau

Il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso perché il nostro cuore lo chiede...Il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso in nome dei nostri sogni. Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore, vale a dire in gioventù, abbiamo molto coraggio ma non sappiamo ancora batterci. Dopo tanti sforzi, finalmente impariamo a lottare, e a quel punto non abbiamo più lo stesso coraggio per combattere. A causa di ciò ci rivoltiamo e combattiamo contro noi stessi, diventando il nostro peggior nemico. Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto di una nostra ignoranza riguardo alle realtà della vita. Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di combattere il Buon Combattimento.
Combatti il Buon Combattimento
P.C.

mercoledì, dicembre 20, 2006

tanto...

HO IMPARATO ... CHE QUANDO SEI INNAMORATO ... SI VEDE. HO IMPARATO ... CHE BASTA UNA PERSONA CHE MI DICE CHE GLI HO MIGLIORATO LA GIORNATA ... PER MIGLIORARE LA MIA. HO IMPARATO ... CHE POSSO SEMPRE PREGARE PER QUALCUNO QUANDO NON HO LA FORZA PER AIUTARLO IN QUALCHE ALTRO MODO. HO IMPARATO ... CHE ANCHE SE LA VITA VUOLE CHE TU SIA SERIO ... TUTTI HANNO BISOGNO DI UN AMICO PER DIVERTIRSI. HO IMPARATO ... CHE A VOLTE A UNA PERSONA SERVE SOLO UNA MANO DA TENERE E UN CUORE CHE CAPISCE.
HO IMPARATO ... CHE I SOLDI NON COMPRANO LA CLASSE. HO IMPARATO ... CHE SONO LE PICCOLE COSE NELLA VITA CHE LA RENDONO COSI' BELLA. HO IMPARATO ... CHE SOTTO ALLA CORAZZA DI OGNUNO C'E' SEMPRE QUALCUNO CHE VUOLE ESSERE AMATO E APPREZZATO. HO IMPARATO ... CHE DIO NON HA FATTO TUTTO IN UN GIORNO ... COSA MI FA PENSARE CHE IO CI RIESCA?? HO IMPARATO ... CHE IGNORARE I FATTI ... NON CAMBIA I FATTI... HO IMPARATO ... CHE QUANDO VUOI VENDICARTI DI QUALCUNO ... LASCI SOLO CHE QUEL QUALCUNO CONTINUI A FARTI DEL MALE. HO IMPARATO ... CHE L'AMORE, NON IL TEMPO ... GUARISCE LE FERITE. HO IMPARATO ... CHE IL MODO PIÙ FACILE PER CRESCERE COME PERSONA, E' CIRCONDARMI DI PERSONE PIÙ INTELLIGENTI DI ME. HO IMPARATO ... CHE OGNI PERSONA CHE CONOSCI ... MERITA DI ESSERE SALUTATA CON UN SORRISO.HO IMPARATO ... CHE NESSUNO E' PERFETTO ... FINCHE' NON TI INNAMORI. HO IMPARATO ... CHE LA VITA E' DURA ... MA IO DI PIÙ!!! HO IMPARATO ... CHE LE OPPORTUNITÀ NON VANNO MAI PERSE ... QUELLE CHE LASCI ANDARE TU ... LE PRENDE QUALCUN ALTRO. HO IMPARATO ... CHE QUANDO SERBI RANCORE E AMAREZZA ... LA FELICITA' VA DA UN' ALTRA PARTE. HO IMPARATO ... CHE BISOGNEREBBE SEMPRE USARE PAROLE BUONE ... PERCHÉ DOMANI FORSE SI DOVRANNO RIMANGIARE. HO IMPARATO ... CHE UN SORRISO E' UN MODO ECONOMICO PER MIGLIORARE IL TUO ASPETTO. HO IMPARATO ... CHE NON POSSO SCEGLIERE COME MI SENTO ... MA POSSO SEMPRE FARCI QUALCOSA. HO IMPARATO ... CHE QUANDO TUO FIGLIO APPENA NATO, TIENE IL TUO DITO NEL SUO PICCOLO PUGNO ... TI HA AGGANCIATO PER LA VITA. HO IMPARATO ... CHE TUTTI VOGLIONO VIVERE IN CIMA ALLA MONTAGNA ... MA TUTTA LA FELICITA' E LA CRESCITA AVVENGONO MENTRE LA SCALI. HO IMPARATO ... CHE E' MEGLIO DARE CONSIGLI SOLO IN DUE CIRCOSTANZE ...QUANDO SONO RICHIESTI E QUANDO NE DIPENDE LA VITA.

giovedì, ottobre 26, 2006

Mal d'Africa

Pubblico questo pezzo scritto da una persona che ieri, in una mail ha condiviso una cosa realmente importante.
Il mio vuole essere un omaggio alla sua forza.

Sono passate da poco le cinque del pomeriggio, e già sulla collina di Nankhwali scende il buio. Questo è il momento della giornata che preferisco, perché in contemplazione del meraviglioso mondo che ogni giorno mi si affaccia dalla konde (veranda) della missione, rimango in ascolto della vita d’Africa e alla ricerca di un senso nella mia anima. Mi ha sempre fatto paura andare così in esplorazione dei miei sentimenti, ma qui tutto sembra avere un senso, tutto sembra essere facile e tutto si vive senza paura di sbagliare e senza paura di essere diversi. Eppure se riesco a pensare per la prima volta a me stessa, mi sembra di capire di quanto non sia sola nel mondo, ma parte di un gruppo di miliardi, e di miliardi di esseri e realtà, una tra tante, eppure, tra tante… insostituibile. Ormai piove ininterrottamente da due giorni, e se guardo in lontananza, all’orizzonte, là nel lago Malawi, vedo avvicinarsi, ancora più prepotente, il monsone estivo che soffia con forza dalle coste del Mozambico. Arriveranno solo gli strascichi delle grandi piogge, ma mi aspetto le strade allagate e i campi sommersi. Ancora una volta rumori e colori mi investono. Il sole tende gli ultimi raggi di calore arancione, mentre in lontananza si vedono già, immerse nell’oscurità, i primi focolai dei villaggi. Tamburi in festa, come sempre, nonostante tutto, e gli ippopotami che iniziano la loro danza della fame verso i campi appena seminati. E’ strano come dopo così tanto tempo, dopo così tante volte che assaporo questa vita, riesca ancora a stupirmi e ad emozionarmi. E mai mi stancherò di farlo. Oggi Amay (signora) Banda è venuta alla missione per avvertirci che c’era una ragazza che doveva partorire. Ho dovuto lasciare per un momento il mio lavoro di smistamento dei medicinali, per andare insieme a suor Salete al dispensario. Avevo paura. Non sapevo come comportarmi, ed ero anche quasi scocciata. Il giorno prima avevo visto morire un bambino, e mi sembrava quasi uno scherzo. E invece non era uno scherzo, ma un segno del destino. Era la vita che continua, ogni giorno, anche nelle difficoltà più insormontabili. Quando ho preso tra le braccia il piccolo Paolo, così piccolo e così fragile, non ho dimenticato Sam morto il giorno prima, ma ho ricordato che la vita, anche nel suo aspetto più crudele ha un senso. Strano e difficile da capire, quasi inaccettabile, ma è così. Lottare per vivere e per far vivere. Lottare perché di Sam ne muoiano sempre di meno, e perché nel sogno della vita non possano morirne più. E lottare perché di Paolo ne nascano ancora e vivano come bambini veri, ovunque e comunque. A tenere tra le braccia il piccolo Paolo, mi son sentita io ancora più piccola di lui, quasi un’inezia in confronto della vita bellissima che avevo davanti, eppure anche così forte da desiderare, da potere, da pretendere di cambiare le cose. Il desiderio di maternità si è così tanto rinforzato in me non per un fatto egoistico di avere qualcuno d’amare, ma per un fatto presuntuoso di costruire un futuro migliore. Chissà domani cosa mi riserverà questo posto, cosa mi regalerà questa gente. Nell’attesa assaporo il buio di quest’Africa che mi avvolge intimamente e mi stravolge il cuore.