venerdì, maggio 12, 2006

Parole dal Brasile


...malgrado tutte le parole contrarie, malgrado la mia tristezza e la mia sensazione di impotenza, malgrado io sia quasi convinto che non migliorera' niente non posso abbandonare l'unica cosa che mi mantiene in vita: La Speranza....una parola che spesso ci accompagna nel mattino, viene ferita nel corso della giornata e muore all'imbrunire per resuscitare con l'aurora successiva. (P.C.)

mercoledì, maggio 10, 2006

"le parole che non ti ho detto"


Puoi perdonarmi? In un mondo che comprendo di rado, i venti del destino soffiano quando meno ce lo aspettiamo. A volte hanno la furia di un uragano, a volte sono lievi come brezze. Ma non si possono negare, perchè spesso portano ad un futuro impossibile da ignorare. Tu, mia cara, sei il vento che non mi aspettavo, il vento che ha soffiato più forte di quanto potessi immaginare. Tu sei il mio destino. Mi sbagliavo eccome, ignorando ciò che era ovvio, e ti supplico di perdonarmi. Come un viaggiatore prudente, cercavo di proteggermi dal vento, e invece perdevo la mia anima. Sono stato sciocco ad ignorare il mio destino, ma anche gli sciocchi hanno dei sentimenti, e mi sono accorto che sei la cosa più importante che ho al mondo. So di non essere perfetto. Negli ultimi mesi, ho commesso più errori di quanti ne facciano altri in una vita intera. Ho sbagliato, agendo come ho fatto quando ho trovato le lettere, come pure ho sbagliato nascondendo la verità di ciò che provavo riguardo al mio passato. Mentre ti rincorrevo lungo la strada e di nuovo quando ti ho vista partire verso l'aereoporto, ho compreso che avrei dovuto cercare di fermarti con più energia. Ma soprattutto ho sbagliato a negare ciò che nel mio cuore: era ovvio che non posso restare senza te.Avevi ragione tu su tutto. Come un uomo che durante un viaggio si guarda solo alle spalle, ignoravo ciò che mi stava davanti. Mi mancava la bellezza di un'alba, lo stupore e l'aspettativa che rendono meravigliosa la vita. Adesso, però, con lo sguardo fisso al futuro, vedo il tuo viso e sento la tua voce sicuro che questa è la via da seguire. Il mio desiderio più profondo è che tu mi dia un'altra possibilità. Come fare avrai immaginato, spero che questa bottiglia compia la sua magia, come già fece una volta e ci riporti insieme. Nei primi giorni dopo la tua partenza, volevo convincermi di poter andare avanti come prima. Ma non mi era possibile, ogni volta che guardavo tramontare il sole, pensavo a te. Ogni volta che passavo davanti al telefono, volevo chiamarti. Nel mio cuore sapevo che la mia vita non sarebbe più ritornata la stessa. Ti volevo di nuovo con me, più di quanto credessi possibile, ma, ogni volta che ti ricordavo, continuavo a sentire le tue parole durante la nostra ultima conversazione. Per quanto ti amassi, sapevo che la cosa non avrebbe mai funzionato, se tutti e due non avessimo avuto la certezza che avrei integralmente seguito il cammino che avevo di fronte. Continuavo ad essere tormentato da questi pensieri, finchè ieri notte, ho trovato la risposta. Spero che dopo avertela spiegata, abbia anche per te, la stessa importanza che ha avuto per me.

giovedì, aprile 20, 2006

senza commenti

I desideri sono come le stelle... non sai mai quando pioveranno dal cielo... non sai quando...ma succederà!!!! Una mattina ti sveglierai... e vedrai che tutto ciò che hai sempre sognato è lì davanti ai tuoi occhii!!!!Dicono che una persona non possa sapere cos'è la felicità finchè non trova la tristezza... Io lo so cos'è la tristezza... è aprire gli occhii e nn sentire nè vedere e nè poter realizzare il tuo maggior desiderio...il tuo sogno...Ma ora voglio scoprire la mia felicità... e vedere compiersi la mia speranza... Ecco le stelle sono così... sembrano sempre ferme... uguali...ma in realtà, come le aspirazioni e i sogni di tutta la gente, sono diverse l'una dall'altra... e proprio quando meno te l'aspetti... succede che cade una stella... e sai che qualcuno nel mondo ora è felice... la mia stella non è ancora caduta...

martedì, aprile 18, 2006

il finale...

-Tu vuoi delle risposte?
- Ritengo di averne il diritto.
- Tu vuoi delle risposte?
- Io voglio la verità!
-Tu non puoi reggere la verità. Figliolo viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile. Chi lo fa questo lavoro tu? O forse lei tenente Weinberg? Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire. Voi piangete per Santiago e maledite i Marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io. Che la morte di Santiago nella sua tragicità probabilmente ha salvato delle vite, e la mia stessa esistenza sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi salva delle vite! Voi non volete la verità perchè è nei vostri desideri più profondi che in società non si nominano, voi mi volete su quel muro, io vi servo in cima a quel muro. Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho nè il tempo nè la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco e poi contesta il modo in cui gliela fornisco. Preferirei che mi dicesse la ringrazio e se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti.
-Ordinò lei il codice rosso?
-Ho fatto il lavoro che... Ordinò lei il codice rosso?
-Certo che l'ho ordinato che cazzo credi?
-Col permesso della corte suggerisco l'uscita dall'aula della giuria per poter passare immediatamente a una sessione sub-articolo 39 A il teste ha i suoi diritti.

sabato, aprile 01, 2006

Il caimano

Credo che pochi film, possano suscitare dei sentimenti così forti. Con questo film Nanni Moretti ce l'ha fatta. Il trionfo maggiore consiste nell'essere stato in grado di intrecciare alla perfezione il dramma di un uomo che vive il fallimento personale di una storia d'amore e non si da pace, e il dramma di un paese che vive il distaccamento dalla realtà causato dalla grande fiction montata ad arte da un uomo che ha inebetito il suo popolo. Infine con una lucidità disarmante si fa interprete di tutta quella gente che non si riconosce in un mondo politico viziato, ma che ha bisogno di sentirsi raccontare la verità senza fronzoli e che vuole dire basta a tutto ciò. Quella parte che non dorme, che si interroga e vuole la giustizia. Quella parte che non si accontenta. Quella parte che è il cuore pulsante della democrazia.
Grazie Nanni!

venerdì, marzo 31, 2006

da "Il giardiniere"


Vorrei dirti le più profonde parole d'amore,
ma non oso, per timore che tu rida.
Ecco perchè mi burlo di me stesso e del mio segreto.
Derido il mio dolore per paura che tu faccia lo stesso.
Vorrei dirti le parole più vere ,
ma non oso, per paura che tu rida.
Ecco perchè mento, dicendo il contrario
di quello che penso.
Rendo assurdo il mio dolore per paura che tu
faccia lo stesso.
Vorrei usare le parole più preziose
che ho riservato per te, ma non ne ho il coraggio;
temo che non si comprenda il loro valore.
Ecco perchè ti parlo con durezza,
e vanto la mia forza brutale.
Ti faccio del male per paura che tu
non conosca mai cosa sia il soffrire.
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio:
temo che il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perchè parlo stupidamente
e nascondo il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore
per paura che tu faccia lo stesso.

Rabindranath Tagore

lunedì, marzo 27, 2006

Sul finale...

il mio maestro mi diede molti buoni consigli per i miei studi futuri, e mi regalò le lenti che aveva fabbricato Nicola, lui avendo ormai di nuovo le sue. Ero ancora giovane, mi disse, ma un giorno mi sarebbero tornate utili (e invero le tengo sul naso, ora che scrivo queste righe). Poi mi abbracciò forte, con la tenerezza di un padre, e mi congedò.
Non lo vidi più. Seppi molto più tardi che era morto durante la grande pestilenza che infierì per l'Europa verso la metà di questo secolo. Prego sempre che Dio abbia accolto la sua anima e gli abbia perdonato i molti atti d'orgoglio che la sua fierezza intellettuale gli aveva fatto commettere

giovedì, marzo 23, 2006

Bambaren "Stella"

"Piccola stella,
il buio piu' terribile non e' quello che ti circonda,
ma quello che abita nel tuo cuore,
e la luce piu' brillante non e' quella che risplende fuori,
ma quella che brilla nei tuoi occhi,
l'unica che sale dal cuore.
Lascia che questa luce ti conduca a compiere il tuo destino,
e fidati del tuo istinto,
non importa che cosa dicono gli altri"

mercoledì, marzo 22, 2006

Cosa successe al parlamento europeo qualche tempo fa?

On. Schulz socialisti tedeschi:
Signor presidente, signore e signori, mi rivolgo innanzitutto al collega Poettering. Il collega Poettering ha lodato con parole euforiche la competenza della squadra di governo arrivata qui dall'Italia. Berlusconi, Fini, Frattini, buttiglione...temevo che nominasse anche Maldini e Del Piero, Garibaldi e Cavour. Ma ne ha dimenticato uno: Mr.Bossi. Anche lui è un membro di questo governo, e la minima affermazione che quest'uomo fa è peggiore di tutto ciò per cui questo parlamento ha preso provvedimenti contro l'Austria per la presenza dell'FFPO (Haider) nel suo governo. Ma di lui dobbiamo parlare, invece. Lei non è responsabile, signor presidente, del quoziente di intelligenza dei suoi ministri. Però è responsabile di quello che dicono. E le affermazione del suo ministro Bossi sulle politiche per l'immigrazione, che lei ha riferito nel suo discorso, non sono assolutamente conciliabili con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Come presidente del consiglio lei ha il dovere di difendere quei diritti. E allora li difenda contro i suoi stessi ministri! Voglio riprendere un concetto espresso qui dal collega Di Pietro. Il virus del conflitto d'interessi, ha detto, non deve estendersi sul piano europeo. Certo, ha ragione. E adesso in questa sede ci troviamo in una difficile situazione ogni volta che si parla della presidenza italiana si dice sempre: "Sì, però state attenti a non criticare Berlusconi per quello che fa in Italia, perchè non c'entra nulla con il parlamento Europeo".
Ma come, l'Italia non fa parte dell'Unione Europea? E invece c'entra e le dico perchè. Per quello che lei fa come primo ministro italiano ci sono i suoi colleghi e colleghe del parlamento italiano eletti proprio per discuterne con lei. Ma per quello che fa come presidente del Consiglio Europeo ci siamo qui noi. Lei ha parlato di sicurezza, di libertà, di diritto, del processo di Tampere. E ha utilizzato un concetto: Europol. Ma ci sono tre concetti che non ha usato e vorrei ricordardarglieli e vorrei chiederle di dire qualcosa in proposito. Che cosa pensa di fare per accelerare l'istituzione di una procura Europea? Che cosa pensa di fare per accelerare l'entrata in vigore del mandato di cattura europeo? Che cosa pensa di fare per il reciproco riconoscimento di documenti nei procedimenti penali che varcano i confini delle singole nazioni? Su questo punto ci sarebbe bisogno di riforme anche nel suo paese, e mi riferisco all'autenticità dei documenti. Con una riforma del genere nel suo paese il madato di cattura europeo potrebbe entrare in vigore molto più in fretta. Ho finito Signor presidente. Comunque mi fa piacere che lei oggi sia qui e che io possa discutere con lei. Il merito è anche di Nicole Fontaine, perchè se Nicole Fontaine non fosse stata così efficiente nel prolungare l'immunità per Berlusconi e Dell'Utri , il suo assistente, che oggi eccezionalmente è presente in aula, lei non avrebbe più l'immunità di cui ha bisogno. Anche questa è una verità che va detta in un giorno come questo.

dopo i discorsi di ieri, ecco il saluto doveroso agli amici

In questo momento mi ricordo di molte cose, di quando ti ho conosciuto in casa di Maria Antonia, di quando mi hai proposto di venire, di tutta la tensione dei preparativi. Un giorno vennero a chiederci chi bisognava avvertire in caso di morte, e il pensiero che questo potesse capitare davvero ci sconvolse. In seguito comprendemmo che era vero, che in una rivoluzione (quando è vera) o si trionfa o si muore. Molti compagni sono rimasti lungo la strada verso la vittoria.
Oggi ogni cosa presenta un tono meno drammatico perché siamo più maturi, ma la situazione si ripete. Sento di aver compiuto la parte di dovere che mi legava alla rivoluzione cubana in territorio insulare, e saluto te, i compagni e il tuo popolo che ormai è mio.
Rinuncio formalmente ai miei incarichi nella Direzione del Partito, al mio posto di ministro, al mio grado di Comandante, alla mia condizione di cubano. Non ci sono più vincoli legali, ma ciò che mi lega a Cuba non può essere rotto da una dichiarazione. Ripensando alla mia vita passata, credo di aver lavorato con sufficiente dignità e dedizione al consolidamento del trionfo della rivoluzione. L'unica colpa di una certa gravità è stata di non aver riposto la massima fiducia in te fin dai primi momenti sulla Sierra Maestra e di non aver compreso con sufficiente velocità le tue qualità di dirigente e rivoluzionario. Ho vissuto giorni magnifici e stando al tuo fianco mi sono sentito orgoglioso di appartenere al nostro popolo nei giorni luminosi e tristi della Crisi dei Caraibi. In quei giorni hai mostrato una brillantezza da statista difficilmente eguagliabile, e sono orgoglioso di averti seguito senza tentennamenti, identificandomi nel tuo modo di pensare e di vedere, di concepire i pericoli e i principi.
Altre terre del mondo reclamano i miei modesti sforzi. Io posso fare quello che la tua responsabilità nei confronti di Cuba ti vieta di fare, ed è arrivata l'ora di separarci.
Sappi che lo faccio con un misto di allegria e dolore; a Cuba lascio la mia più pura speranza di costruttore e la più amata tra le persone amate... e lascio un popolo che mi ha accettato come un figlio; ciò lacera una parte del mio spirito. Porterò sui nuovi campi di battaglia la fede che mi hai inculcato, lo spirito rivoluzionario del mio popolo, la sensazione di compiere il più sacro dei doveri: lottare contro l'imperialismo in qualunque parte del mondo; questo riconforta e cura abbondantemente qualsiasi ferita.
Ripeto, ancora una volta, che libero Cuba da qualsiasi responsabilità, che non sia quella derivante dal suo esempio. Se la mia ora arriverà sotto altri cieli, il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e specialmente per te. Ti ringrazio per i tuoi insegnamenti e il tuo esempio, a cui cercherò di rimanere fedele fino alle estreme conseguenze dei miei atti. Ho sempre partecipato alla politica estera della nostra Rivoluzione e continuo a farlo. Ovunque andrò sentirò la responsabilità di essere un rivoluzionario cubano, e come tale agirò. A mia moglie e ai miei figli non lascio nulla di materiale, e questo non mi spiace: mi fa piacere che sia così. Non chiedo niente per loro, perché lo Stato darà loro il sufficiente per vivere e studiare.
Dovrei dire molte altre cose a te e al nostro popolo, ma sento che sono inutili, le parole non possono esprimere quello che vorrei, e non vale la pena imbrattare la carta.
Fino alla vittoria sempre. Patria o Morte!
Ti abbraccio con tutto il mio fervore rivoluzionario.

domenica, marzo 19, 2006

ecco la fine:

Bella del suo sorriso, della vita che ha, dei sogni che rincorre, dei limiti che non conosce. Libera. Libera da tutto quello che non le interessa e anche di più. E allora mi allontano così, vedendola stupita, mentre sorrido. E sono felice. Come non ero da tanto... Colpevole solo di quella scritta. Immensa. Su tutto il suo palazzo di fronte. Splendida, diretta, vera. E ora non ho più dubbi. Non ho rimorsi, non ho più ombre, non ho peccato, non ho più passato. Ho solo una gran voglia di ricominciare. E di essere felice. Con te Gin. Sono sicuro. Sì, è proprio così. Vedi, l'ho anche scritto. Ho voglia di te.

giovedì, marzo 16, 2006

J'accuse

In un momento nel quale la verità assume un tono sempre meno significativo e il senso della giustizia perde il suo valore.

Quant aux gens que j'accuse, je ne les connais pas, je ne les ai jamais vus, je n'ai contre eux ni rancune ni haine. Ils ne sont pour moi que des entités, des esprits de malfaisance sociale. Et l'acte que j'accomplis ici n'est qu'un moyen révolutionnaire pour hâter l'explosion de la vérité et de la justice.
Je n'ai qu'une passion, celle de la lumière, au nom de l'humanité qui a tant souffert et qui a droit au bonheur. Ma protestation enflammée n'est que le cri de mon âme. Qu'on ose donc me traduire en cour d'assises et que l'enquête ait lieu au grand jour ! J'attends.
Veuillez agréer, monsieur le Président, l'assurance de mon profond respect.
Émile Zola , 13 janvier 1898.

In merito alle persone che io accuso, non le conosco, non le ho mai viste, non ho nei loro confronti ne rancore ne odio. Essi sono per me nient'altro che delle entità, degli spiriti di malaffare sociale. E l'atto che ho compiuto qui non è che un modo rivoluzionario per agevolare l'esplosione della Verità e della Giustizia.
Non ho che una passione, quella della chiarezza, a nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima. Che mi portino dunque in corte D'assise e che l'inchiesta abbia luogo alla luce del sole! Attendo.
Vogliate accettare, signor Presidente, l'assicurazione del mio profondo rispetto.
émile zola, 13 gennaio 1898.

Se una notte d'inverno un viaggiatore

"Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni".

martedì, marzo 14, 2006

The new All Blacks Haka "Kapa o Pango"


KIA WHAKAWHENUA AU I AHAU!
HI AUE, HI!!
KO AOTEAROA E NGUNGURU NEI!
AU, AU, AUE HA!
KO KAPA O PANGO E NGUNGURU NEI !
AU, AU, AUE HA!
I AHAHA!
KA TU TE IHIIHI
KA TU TE WANAWANA
KI RUNGA KI TE RANGI E TU IHO NEI, TU IHO NEI, HI!
PONGA RA!
KAPA O PANGO, AUE HI!
PONGA RA!
KAPA O PANGO, AUE HI, HA!

Let me become one with the land
This is our land that rumbles
And it’s my time! It’s my moment!
This defines us as the All Blacks
It’s my time! It’s my moment!
Our dominance
Our supremacy will triumph
And will be placed on high
Silver fern!
All Blacks!
Silver fern!
All Blacks!

lunedì, marzo 13, 2006

Zarrillo, magari...chi lo sa può servire..

Oltre l'oro e l'avena dei campi nel cielo su noi
L'assemblea delle stelle ci ascolta toccarle vorrei
E l'errore più grande a cui l'uomo può credere mai
É cercare lontano le cose che ha dentro di lui
Questo è il tempo di vivere te
Fino all'ultima parte di me
Perché il mondo ha deluso anche te
Ora devi fidarti di me
...E l'errore più grande a cui l'uomo può credere mai
È cercare lontano le cose che ha dentro di lui
Questo è il tempo di vivere te
Fino all'ultima parte di me
E non chiedermi dove e perché
Devi solo fidarti di me
...Fino all'ultima parte di me

domenica, marzo 12, 2006

Federico Moccia

Ho sempre avuto voglia di te.
Ho voglia di te.
Per tutto quello che ho immaginato, sognato, desiderato.
Ho voglia di te.
Per quello che so e ancora di più per quello che non so.
Ho voglia di te.
Per quel bacio che non ti ho ancora dato.
Ho voglia di te.
Per l'amore che non ho mai fatto.
Ho voglia di te anche se non ti ho mai assaggiato.
Ho voglia di te, di tutto te. Dei tuoi errori, dei tuoi successi, dei tuoi sbagli, dei tuoi dolori, delle tue semplici incertezze, dei pensieri che hai avuto e di quelli che spero hai dimenticato, dei pensieri che ancora non sai.
Ho voglia di te.
Ho così voglia di te che nulla mi basta.
Ho voglia di te e non so neanche perchè...
Uffa. HO VOGLIA DI TE.

venerdì, marzo 10, 2006

Kingdom of heaven

Non abbiate timore dinnanzi ai vostri nemici. Siate impavidi e eretti così che Dio possa amarvi. Dite sempre il vero anche se vi condurrà alla morte. Salvaguardate gli indifesi. E' il vostro giuramento! Sorga un cavaliere!

mercoledì, marzo 08, 2006

Tradizione? Va beh per stavolta...conformiamoci


Non così tu che non ti metti a protestare,
tu che non sai "farti consolare",
tu che ancora sai cos'è il perdono,
tu, che lo consideri un bel dono
da portare qui al tuo uomo.

E a te che non fai guerre
qui in quest'epoca nervosa,
io voglio regalare questo ramo di mimosa.
Lascia che continuino a parlare,
questo mondo così uguale non meriterebbe te.
Non cambiar la regola, se regola già c'è.
(E.R.)

domenica, marzo 05, 2006

Veronika decide di morire

Peccato che Allah, Geova, Dio- quale che sia il suo nome- Non fosse vissuto nel mondo di oggi. Perchè, in tal caso, noi ci troveremmo ancora in paradiso, mentre Lui dovrebbe rispondere a ricorsi, appelli, rogatorie, prediche, mandati, preliminari, cercando di spiegare in numerose udienze la propria decisione di saccciare Adamo ed Eva dall'Eden, solo perchè avevano trasgredito a una legge arbitraria, priva di fondamento giuridico: "Non mangiare il frutto del bene e del male".
Ma se lui voleva che ciò non accadesse, perchè aveva piazzato quell'albero proprio al centro del Giardino, e non fuori dalle mura del Paradiso?

giovedì, marzo 02, 2006

ancora da "Castelli di rabbia"

I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto.
Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio...