venerdì, settembre 30, 2011

In bicicletta con Arturo

Metterò sul blog a breve le foto del nuovo arrivato Artù di  Camelot detto Arturo, un golden di ormai dieci mesi. Ieri, portandolo a spasso in pausa pranzo, ho attraversato le vie percorse e ripercorse. Mi sono fermato a constatare di come tutto si sia trasformato dopo qualche tempo. La differenza tra le case..."Mi piacerebbe fare un film fatto di Case"(N.M.)

giovedì, settembre 29, 2011

lunedì, settembre 26, 2011

Il suggeritore

Il primo post ufficiale racchiude nel titolo due motivi principali:
- la nuova filosofia del blog , che è di suggerire spunti. Non perché io ritenga di essere un guru che fa tendenza, ma solo per condividere un'esperienza positiva.
- Il titolo di un libro. "Il suggeritore" di Donato Carrisi. L'ho letto d'un fiato in viaggio di nozze ad Anguilla, L'ho regalato. Un thriller che ha conquistato me che non amo i thriller. Ti inchioda alla sedia...o alla sdraio, o al divano, o al letto...insomma leggetelo se vi va poi fatemi sapere.

Facciamo una prova

Torno sul blog dopo più di un anno. Nella sostanza non cambia niente ma, per tedio, escluderò nella maggior parte molti argomenti trattati precedentemente.

lunedì, febbraio 08, 2010

perchè il rum!?!


C'era un tempo in cui i pirati potevano fare a modo loro in questo mondo, ma quei tempi stanno ormai finendo...

Perdersi è l'unico modo per trovare un posto che sia introvabile ..altrimenti chiunque saprebbe dove trovarlo.

senza la chiave non apriamo quel che si apre con la chiave che lo apre e a quale scopo scoprire qualcosa che rimarrebbe comunque chiuso noi non avendo la suddetta chiave che invece lo aprirebbe avendola?

venerdì, gennaio 29, 2010

Proverbi veneti

Domani si va a Venezia
Ecco una carrellata di frasi utili per detreggiarsi nella laguna:

Viajare descanta, ma chi che parte mona torna indrio mona

A chi che no ghe piase el vin , che Dio ghe toga anca l'aqua

Bondanza a roganza xe tuta na piatanza

El laòro dela sega el slonga i brazi e 'l scurza la tega

Pan padovan, vini visentini, tripe trevisane e done veneziane

Rechie-meterna, chi che li ga fati se li guerna

mercoledì, gennaio 27, 2010

martedì, gennaio 26, 2010

Facebook

I post di Facebook sono diventati veramente prevedibili. Da Italidioti, quali siamo, riusciamo a riempire uno spazio "libero" con un 60% di commenti calcistici. Come se ci fosse bisogno di ancora più importanza, per uno sport in cui il derby appena svoltosi, vede opposte la squadra del padrone dello stato e quella del padrone dell'energia...ummm uno spunto da flebo...però come dice il buon Alfonso Capriolo: Se penso che alla pompa di benzina pago per i giocatori di Moratti...

lunedì, gennaio 25, 2010

Bruse Springsteen - We Shall Over Come

Oggi è una grande giornata, i fatti si sono compiuti ora bisogna aspettare...e si trionferemo...
Si torna in pista dopo il virus che mi ha steso...meglio stare a letto?
No dai Oggi no....

giovedì, gennaio 21, 2010

Candido, ovvero l'ottimismo..

E' incredibile leggere i classici del passato e scoprire quanto sono attuali.

E checchè ne dicesse Mastro Pangloss, aveva notato che sovente in Westfalia andava maluccio.

Tutto è bene, tutto va bene, tutto va per il meglio possibile.

mercoledì, gennaio 20, 2010

Di nuovo in onda

E' stata una lunga assenza, una meditazione costante.
Scrivere è una liberazione. Quando ci si libera deve essere un atto completo.
Non sono ancora nella condizione di poter dire quello che andrebbe detto, tuttavia...
Questa mattina ho letto un articolo.
Ho una riflessione pacata da fare a tal proposito.
Puttana tu e chi ti lecca il culo!
Stuolo di incompetenti!
Ben tornato Blog!

venerdì, aprile 10, 2009

Godfather-Sicilian Song

I'll give him an offer he can't refuse.

martedì, dicembre 23, 2008

Hoist The Colours- Issa la bandiera

Canta che ti passa...

martedì, dicembre 16, 2008

La razza del Norvegese delle foreste

La storia del Gatto delle foreste norvegesi (o Norsk Skogkatt come è conosciuto nel suo paese d'origine) è ricca di leggende legate al popolo dei Vichinghi. Si narra, infatti, che questo antico popolo usasse tenere in casa i gatti dei boschi vicini alle loro abitazioni, e che li portassero sulle loro navi, durante i viaggi, come cacciatori di topi. Alcune leggende norvegesi raccontano che Freyja (il nome della mamma di Birba e Semola), dea dell'amore e della fertilità, vagasse per il mondo su un carro trainato da due grossi gatti dal pelo lungo cercando il suo consorte Óðr, e anche che Thor, dio del tuono, fu sottoposto ad una prova di forza che consisteva nel sollevare un grosso gatto. Le prime citazioni storiche, cominciano nel 1559 quando il sacerdote e naturalista danese Peter Clausson Friis, allora residente in Norvegia, divise le linci norvegesi in tre classi: la lince-lupo, la lince-volpe e la lince-gatto.

Di taglia grande, lungo, di costituzione robusta e con solida struttura ossea. La testa è triangolare con tutti i lati uguali, di buona altezza vista di profilo, fronte leggermente arrotondata, profilo dritto senza interruzioni, mento forte. Le orecchie sono grandi, larghe alla base, appuntite, con ciuffetti simili a quelli della lince e lunghi peli che ne fuoriescono. Gli occhi sono grandi, ovali, ben aperti ed obliqui e sono ammessi tutti i colori indipendentemente dalla colorazione del mantello. Espressione attenta. Le zampe sono robuste, alte, con zampe posteriori più alte di quelle anteriori. Piedi grandi e palmati che gli facilitano gli spostamenti sulla neve, arrotondati e proporzionati alle zampe. La coda è lunga e fornita di pelo, girata all'indietro dovrebbe raggiungere almeno le scapole, ma preferibilmente il collo.
Il pelo è semilungo. Il sottopelo lanoso è ricoperto da un pelo di copertura lucido e idrorepellente che è formato da peli lunghi, grossi e lucidi che coprono la schiena ed i fianchi. Un gatto in pieno pelo ha una gorgiera, una criniera completa e pantaloncini sulle zampe posteriori. Tutti i colori sono permessi incluse tutte le varietà con bianco. Sono esclusi i disegni di tipo point (siamese), e i colori chocolate, lilac, cinnamon e fawn. È permessa qualunque quantità di bianco.

Di nuovo on Line...welcome Semola











Rieccomi dopo un mese e mezzo di lungo silenzio meditativo.




Vi porto in dono qualche foto dell'ultimo arrivato in casa: Semola. In arte Semulù.




Il nome originale è Betameche della lince rossa. Ovviamente Veronica ed io non potevamo impiegare una giornata per chiamarlo così è stato ribattezzato come il protagonista della spada della Roccia.




Anche Semola è un Norvegese delle Foreste e proviene dalla stessa cucciolata di Birba.
















martedì, ottobre 28, 2008

Don Abbondio ovvero storie di tutti i giorni...vecchi ricordi...

Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628, don Abbondio, curato d'una delle terre accennate di sopra...Diceva tranquillamente il suo ufizio, e talvolta, tra un salmo e l'altro, chiudeva il breviario, tenendovi dentro, per segno, l'indice della mano destra, e, messa poi questa nell'altra dietro la schiena, proseguiva il suo cammino, guardando a terra, e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero...Il curato, voltata la stradetta, e dirizzando, com'era solito, lo sguardo al tabernacolo, vide una cosa che non s'aspettava, e che non avrebbe voluto vedere. Due uomini stavano, l'uno dirimpetto all'altro...a prima vista si davano a conoscere per individui della specie de' bravi.
Questa specie, ora del tutto perduta, era allora floridissima in Lombardia, e già molto antica.
Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettar qualcheduno, era cosa troppo evidente; ma quel che più dispiacque a don Abbondio fu il dover accorgersi, per certi atti, che l'aspettato era lui...
Signor curato, l'illustrissimo signor don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente.
Questo nome fu, nella mente di don Abbondio, come, nel forte d'un temporale notturno, un lampo che illumina momentaneamente e in confuso gli oggetti, e accresce il terrore. Fece, come per istinto, un grand'inchino, e disse: - se mi sapessero suggerire...
Oh! suggerire a lei che sa di latino! - interruppe ancora il bravo...
Disposto... disposto sempre all'ubbidienza -. E, proferendo queste parole, non sapeva nemmen lui se faceva una promessa, o un complimento. I bravi le presero, o mostraron di prenderle nel significato più serio...
Don Abbondio (il lettore se n'è già avveduto) non era nato con un cuor di leone. Ma, fin da' primi suoi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que' tempi, era quella d'un animale senza artigli e senza zanne, e che pure non si sentisse inclinazione d'esser divorato.
Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. Aveva quindi, assai di buon grado, ubbidito ai parenti, che lo vollero prete. Per dir la verità, non aveva gran fatto pensato agli obblighi e ai nobili fini del ministero al quale si dedicava: procacciarsi di che vivere con qualche agio, e mettersi in una classe riverita e forte, gli eran sembrate due ragioni più che sufficienti per una tale scelta. Ma una classe qualunque non protegge un individuo, non lo assicura, che fino a un certo segno: nessuna lo dispensa dal farsi un suo sistema particolare. Don Abbondio, assorbito continuamente ne' pensieri della propria quiete, non si curava di que' vantaggi, per ottenere i quali facesse bisogno d'adoperarsi molto, o d'arrischiarsi un poco. Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere, in quelli che non poteva scansare. Neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui, dalle contese, allora frequentissime, tra il clero e le podestà laiche, tra il militare e il civile, tra nobili e nobili, fino alle questioni tra due contadini, nate da una parola, e decise coi pugni, o con le coltellate. Se si trovava assolutamente costretto a prender parte tra due contendenti, stava col più forte, sempre però alla retroguardia, e procurando di far vedere all'altro ch'egli non gli era volontariamente nemico: pareva che gli dicesse: ma perché non avete saputo esser voi il più forte? ch'io mi sarei messo dalla vostra parte.
Non è però che non avesse anche lui il suo po' di fiele in corpo; e quel continuo esercitar la pazienza, quel dar così spesso ragione agli altri, que' tanti bocconi amari inghiottiti in silenzio, glielo avevano esacerbato a segno che, se non avesse, di tanto in tanto, potuto dargli un po' di sfogo, la sua salute n'avrebbe certamente sofferto. Ma siccome v'eran poi finalmente al mondo, e vicino a lui, persone ch'egli conosceva ben bene per incapaci di far male, così poteva con quelle sfogare qualche volta il mal umore lungamente represso, e cavarsi anche lui la voglia d'essere un po' fantastico, e di gridare a torto

mercoledì, ottobre 22, 2008

Fabrizio De Andrè canta Cielito Lindo

Ciao Faber! Quanto mi piace questa canzone...hi hi hi

martedì, settembre 30, 2008

Benvenuta Birba!!!


Vi presento la nostra nuova micia Birba, un Norvegese delle foreste. Sul trono ovviamene l'inossidabile Principe!
L'origine del gatto delle foreste norvegesi non è ben nota e ci sono molte leggende. La sua è una razza tra le più antiche, gatto da favola e protagonista di leggende marinare, secondo le quali era il gatto dei Vichinghi, assieme a loro navigava in paesi lontani, cacciando i topi nelle stive. Il Norvegese era anche il gatto delle favole scandinave, protagonista di molte storie raccontate tra i popoli nordici, si mormora che anche il "Gatto con gli Stivali" fosse un Norvegese. Ritroviamo questo felino dalla lunga coda folta nelle "Favole popolari norvegesi" di Asbjørnsen e Moe, e alcuni anni piu’ tardi in "Sølvfacks" di Gabriel Scott. Altri gatti Norvegesi delle Foreste li troviamo nella mitologia nordica, essi erano infatti i leggendari gatti che trainavano il Carro di Freya.L'aspetto è molto simile al Maine Coon, dal quale si differenzia fondamentalmente per la forma della testa: nel Maine è più lunga, con il muso squadrato e profilo leggermente ricurvo, mentre quella del Norvegese è più triangolare e con il naso dritto. Inoltre il pelo è tendenzialmente più ispido e grasso rispetto a quello del Maine. Il pelo è impermeabile e adatto a sopportare le temperature rigide del Paese di origine. Anche da piccoli presentano pelo lungo, anche se ci vogliono almeno due anni perchè raggiunga il suo aspetto migliore; lo sviluppo completo del gatto si raggiunge a tre anni. Il Norvegese delle Foreste è un gatto dal temperamento particolarmente gradevole e dalla stabilità caratteriale. Calmo, molto presente, va d'accordo con tutti i membri della famiglia: adulti, bambini, altri gatti, cani. E' in grado di adattarsi ad ogni stile di vita che gli viene proposto: vive tranquillamente in appartamento dove assolutamente non combina "disastri" anche se è opportuno fornirgli un albero tiragraffi per permettergli di affilarsi le unghie...

martedì, settembre 16, 2008

Maria...


Cecilia Sophia Anna Maria Kalogeropoulos

In arte Maria Callas

New York 2 dicembre 1923-Parigi 16 settembre 1977


Citazioni della Callas:


Artisti si nasce. E si rimane artisti, anche quando la voce è non è proprio una meraviglia.
Non ho bisogno dei soldi. Lavoro per l'arte.
Non sono un angelo e non pretendo di esserlo. Non è uno dei miei ruoli. Ma non sono nemmeno il diavolo. Sono una donna e una seria artista, e gradirei essere giudicata per quello.
Questa è la differenza fra un buon insegnante e uno di grande valore: il buon insegnante tira fuori il meglio dagli allievi, il grande insegnante prevede l'incapacità dello studente.
Le donne non sono sufficientemente alla pari con gli uomini, così dobbiamo renderci indispensabili. Dopo tutto, abbiamo l'arma più grande nelle nostre mani: siamo donne.
Paragonare me alla Tebaldi è come paragonare lo Champagne al Cognac, no meglio alla Coca Cola.
Love is much better when you're not married.


Citazioni sulla Callas:

Nella musica Lirica esistono due periodi denominati A.C. e D.C. ossia, prima della Callas e dopo la Callas!

La voce dell'opera si è fermata con la Callas, una perfezionista, nel senso che perfezionava i suoi difetti, come tutti i geni. Trovare e cestinare. Di questo si tratta. (Carmelo Bene).
... Quella voce ci affascinò come un sortilegio, un prodigio che non si poteva definire in alcun modo, la si poteva soltanto ascoltare come prigionieri di un incantesimo, di un turbamento mai esplorato prima. Ma non si può rendere appieno la tempesta di emozioni che suscitava in chi l'ascoltava per la prima volta. Perché Maria è un regalo di Dio che non si può definire nel tempo: Maria c'è sempre stata e ci sarà per sempre. (Franco Zeffirelli).
La congiunzione di stelle che si sono incontrate per creare un astro così completo e perfetto come Maria Callas non potrà ripetersi mai più (Franco Zeffirelli).

Si è tanto parlato di Maria, cose vere e non. Io mi limito a ciò che sento e cioè che Maria ha fatto testo. La ricorderemo sempre, volenti o nolenti, e la sentiremo in noi in modo indescrivibile. Siamo come drogati dal suo modo di essere, pur con tutti i suoi difetti; ma chi non ne ha? (Maria Simionato).

tratto da wikiquote.