martedì, ottobre 09, 2007

40 anni fa


Un eroe al di la dell'appartenenza.
Questa frase che mi è uscita ieri sera prima di dormire non è comprensibile a molti riferita a questo personaggio. La sua immagina è indissolubilmente legata ai cortei di sinistra. Il che non è solo questo. Una persona su tutte, una donna meravigliosa, un amica carissima, una sorella, l'ha capito quest'anno di ritorno da Cuba. Li, come è capitato a me tempo fa, ha imparato a conoscere questo medico argentino che è stato ucciso ormai 40 anni fa,
mentre cercava di esportare le sue idee rivoluzionarie ancora un volta, in un altro paese che non era il suo. Li ha imparato che un popolo può odiare il suo dittatore e temerlo ma può amare un uomo che viene da lontano per aiutare quel popolo e farne parte.
A cuba il Che vive. Non vive nei cartelloni, nelle statue, nelle frasi. Vive nel cuore della gente che lo ricorda con l'affetto di un padre e sembra quasi che si auguri, come dice Guccini: "da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non lo aspettate il Che ritornerà!".
Da wikipedia:
Ernesto Rafael Guevara De la Serna più noto come Che Guevara (Rosario, 14 giugno 1928La Higuera, 9 ottobre 1967) è stato un rivoluzionario argentino.
Il soprannome di "Che", o per esteso "Che Guevara", gli venne attribuito dai suoi compagni di lotta cubani in Messico, e deriva dal fatto che Guevara, come tutti gli argentini, pronunciava spesso l'allocuzione "che". La parola deriva dalla lingua Mapuche e significa "uomo", "persona", e venne ripresa nello spagnolo parlato in Argentina e Uruguay, per chiamare l'attenzione di un interlocutore, o più in generale, come un'esclamazione simile a "hey". Curiosamente la parola spagnola "che" (che si pronuncia "ce") ha lo stesso significato della parola italiana "ciò", che si usa come intercalare sia in Veneto che in Romagna.
Citazioni:
Non credo che siamo stretti parenti, ma se Lei è capace di tremare d'indignazione ogni qualvolta si commetta un'ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante. (dalla lettera a Marìa Rosario Guevara, 20 febbraio 1964; in Ideario, Newton & Compton Editori).
[Di fronte all'esitazione del suo assassino] Lei è venuto a uccidermi. Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo. (citato in Paco Ignacio Taibo II, Senza perdere la tenerezza)

En una revolucion se triunfa o se muere.
In una rivoluzione si vince o si muore.
Lettera d'addio a Fidel Castro, 1° aprile 1965.
Discurso de Fidel
si queremos expresar cómo aspiraríamos que sean nuestros combatientes revolucionarios, nuestros militantes, nuestros hombres, deben decir sin vacilación de ninguna índole: ¡Que sean como el Che! Si queremos expresar como queremos que sean los hombres de las futuras generaciones, debemos decir: sean como el Che! Si queremos decir como deseamos que se eduquen nuestros niños, debemos decir sin vacilación: ¡queremos que se eduquen en el espíritu del Che! Si queremos un modelo de hombre que no pertenece a este tiempo, un modelo de hombre que pertenece al futuro, ¡de corazón, digo que ese modelo sin una sola conducta, sin un sola mancha de actitud, sin una sola mancha en su actuación, ese es el Che! Si queremos expresar como deseamos que sean nuestro hijos, debemos decir con todo corazón de vehementes revolucionarios: ¡queremos que sean como el Che!”
Fidel Castro Ruz