giovedì, febbraio 28, 2008

Thunder Road - Bruce Springsteen

Gatto impara l'assolo con l'armonica...

Thunder Road


La porta a rete sbatte

Il vestito di Mary svolazza

Come una visione lei danza sotto la veranda

Mentre la radio suona

Roy Orbison canta per quelli che si sentono soli

Io sono tra quelli e tutto ciò che voglio sei tu

Non rimandarmi a casa

Non posso proprio rivedermici da solo

Non tornare dentro di corsa Tesoro, lo sai perché sono qui

Ed è per questo che sei spaventata e pensi

Che forse non abbiamo più l'età per certe cose

Dammi un po di fiducia, c'è magia in questa notte

Non sei una bellezza, ma a me vai bene così

Oh e per me va tutto bene così

Puoi nasconderti sotto le coperte

A rimuginare i tuoi dolori

Mettere una croce sui tuoi vecchi amori

Disperdere rose nella pioggia

Sprecare la tua estate pregando inutilmente

Che da queste strade si levi un redentore

Bene , io non sono un eroe

Questo lo sanno tutti

E l'unica redenzione che ti posso offrire, ragazza

Sta sotto questo sporco cofano (della macchina)

Con una possibilità di renderlo in qualche modo migliore

Ehi, cos'altro ci rimane da fare Se non tirare giù il finestrino

E lasciare che il vento spinga Indietro i tuoi capelli

La notte è tutta per noi Questa strada a due corsie ci porterà ovunque vogliamo

Abbiamo un'ultima possibilità per realizzare i nostri sogni

Per scambiare con delle buone ruote le nostre ali

Salta su Il Paradiso ci aspetta lungo il percorso

Dai, prendi la mia mano

Stanotte cercheremo di raggiungere la terra promessa

Thunder Road, Thunder Road Thunder Road

Là fuori in attesa come un killer sotto il sole

Ehi, lo so che è tardi ma possiamo farcela se corriamo

Thunder Road, siediti bene e tieniti forte

Thunder Road


Bene, ho preso questa chitarra

E ho imparato a farla parlare

La mia macchina è là dietro

Se sei pronta ad iniziare questo lungo viaggio

Dalla tua veranda al mio sedile anteriore

La portiera è aperta ma la corsa non è gratis

E so che ti senti malinconica

Per le parole che non ti ho detto

Ma stanotte saremo liberi

Tutte le promesse saranno rotte

C'erano spettri negli occhi di tutti i ragazzi che hai lasciato

Adesso tormentano questa polverosa strada di costiera

Nelle carcasse bruciate di vecchie Chevrolet

Gridano forte il tuo nome nella strada di notte

La tua toga universitaria è a pezzi ai loro piedi

E nella fredda solitudine che precede l'alba

Senti i loro motori rombare

Ma quando ti affacci sulla veranda si sono già dileguati

Nel vento, perciò Mary salta dentro

E' una città piena di perdenti

E io me ne sto andando per vincere

mercoledì, febbraio 27, 2008

Hans Axel von Fersen

Estratto da Wikipedia:

Il Conte Hans Axel von Fersen anche de Fersen (Stoccolma, 4 settembre 1755Stoccolma, 20 giugno 1810) è stato un militare e diplomatico svedese.
Si ritiene sia stato amante di Maria Antonietta di Asburgo-Lorena e la loro intimità diventò quasi certamente fisica. Una versione, probabilmente romanzata, del primo incontro fra i due vuole che si siano conosciuti ad una festa in maschera. Lui le aveva rivolto la parola inconsapevole del fatto che la sua interlocutrice fosse Maria Antonietta. Quando però ella si allontanò e tutti le andarono incontro, capì d'aver chiacchierato con la più importante donna di Francia.
Si racconta che l'amore di Fersen per la regina rasentasse l'adorazione. Maria Antonietta, affascinata dal giovane svedese, si lasciò coinvolgere molto intimamente a questo amore.
Fersen ebbe molte altre relazioni, anche parallelamente alla regina, ma si dice che l'unica donna davvero amata fu Maria Antonietta e che anche nei rapporti con altre donne pensasse continuamente a lei. Il loro amore, seppur impossibile, continuò, per certi versi, fino al 1793 anno in cui la regina venne ghigliottinata. Frequentò quindi spesso la reggia di Versailles e non mancarono le voci ed i pettegolezzi sui due.
Non risulta che la regina abbia fatto nulla per troncare la relazione, ma Fersen, probabilmente ed inutilmente deciso a dimenticarla, o forse per mettere a tacere i nobili francesi, partì per l'America. Al suo ritorno, si ritiene, riprese la relazione con Maria Antonietta, anche in maniera piuttosto evidente.
Lo stesso Luigi XVI era a conoscenza della relazione. Forse per questo motivo Fersen non si sposò mai: il matrimonio previsto con una nobile donna venne da lui rinviato all'infinito. Scrisse infatti alla sorella che, se non poteva essere della donna che amava e da cui era amato, a sua volta non voleva essere di nessun'altra in modo duraturo.
La figura di questa "amabile donna" (come egli la definì) turbò sempre la sua esistenza. Per lei mise in pericolo la sua vita e rinunciò al matrimonio. La celebre frase "tutto a te mi guida", stemma della sua famiglia, è ritenuta da alcuni conferma del loro amore e, secondo alcune testimonianze, venne incisa su due anelli.
Fersen guidò la fallita fuga fermata a Varennes dei reali, ma lasciò la comitiva poco prima dell'arresto, ormai vicino al confine coi Paesi Bassi austriaci, fiducioso nella riuscita dell'impresa. Non si perdonò mai quest'assenza, che probabilmente gli salvò la vita. Egli cercò invano di salvare Maria Antonietta dalla ghigliottina, sino a tornare in incognito, a rischio della vita, a fianco della regina ormai prigioniera del suo popolo, dopo la fallita fuga.
Vagò poi per l'Europa, anche in qualità di diplomatico per conto del re di Svezia Gustavo IV, da uomo politicamente influente, ma dalla sua corrispondenza privata risulta non sia mai più tornato ad essere felice come al fianco di Maria Antonietta.
Nel 1810, nello stesso giorno dell'anniversario della fuga a Varennes (20 giugno), venne linciato da una folla inferocita che lo accusava (a torto) d'aver avvelenato Carlo Augusto, duca di Augustenburg, erede al trono di Svezia.
La sua ricca corrispondenza con la Regina rimase nascosta sino alla metà dell'ottocento, quando gli eredi ne autorizzarono la parziale pubblicazione; per un malinteso senso del pudore verso la memoria dell'antenato e della sua regale compagna, tutte le frasi contenenti espressioni denuncianti un'eccessiva intimità vennero cancellate a mano. Alla fine dell'ottocento, quando la tecnologia avrebbe permesso di decifrare anche questi passi, tutte le missive "incriminate" vennero bruciate.

Lady Oscar- Maria Antonietta e Fersen

Uno dei mie cartoni animati preferiti, infarciti di personaggi storici realmente esistiti, c ome il conte Hans Axel Von Fersen

martedì, febbraio 26, 2008

Maratona ligure

Giampiero Galeazzi dopo la maratona di New York:
"e per fare una battuta di spirito...il Leone vegetariano si è mangiato la grande mela..."


Una battaglia sotto tutti i punti di vista quella contro La Spezia, finchè il "nemico" Sportivo è stato battuto e vinto...e dietro la collina non c' è più nessuno solo aghi di pino e silenzio e funghi buoni da mangiare buoni da seccare, da farci il sugo quando viene natale, quando i bambini piangono e...l'autista a Segrate veloce vuole tornare.......sti cazzi aveva un razzo non dico dove...
I tifosi ci hanno accompagnato e sostenuto in maniera davvero encomiabile, grandi fianco a fianco in imprese sempre più grandi.
Arriva la vittoria del cuore e dei polmoni , vittoria numero 12...Andiamo!!!

venerdì, febbraio 22, 2008

martedì, febbraio 19, 2008

Emily Dickinson

Non avessi mai visto il sole
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha aggiunto al mio deserto
una desolazione inaudita.

lunedì, febbraio 18, 2008

Anna Nalick - Breathe (2AM)

Via...da...no. E andiamo...

giovedì, febbraio 14, 2008

Shakespeare

Silenzio!
Quale luce irrompe da quella finestra lassù?
È l'oriente, e Giulietta è il sole.
Sorgi, vivido sole, e uccidi l'invidiosa luna,
malata già e pallida di pena
perché tu, sua ancella, di tanto la superi in bellezza.
Non essere la sua ancella, poiché la luna è invidiosa.
Il suo manto di vestale è già di un verde smorto,
e soltanto i pazzi lo indosano. Gettalo via.
È la mia donna; oh, è il mio amore!
se soltanto sapesse di esserlo.
Parla, pure non dice nulla. Come accade?
Parlano i suoi occhi; le risponderò.
No, sono troppo audace; non parla a me;
ma due stelle tra le più lucenti del cielo,
dovendo assentarsi, implorano i suoi occhi
di scintillare nelle loro sfere fino a che non ritornino.
E se davvero i suoi occhi fossero in cielo, e le stelle nel suo viso?
Lo splendore del suo volto svilirebbe allora le stelle
come fa di una torcia la luce del giorno; i suoi occhi in cielo
fluirebbero per l'aereo spazio così luminosi
che gli uccelli canterebbero, credendo finita la notte.
Guarda come posa la guancia sulla mano!
Oh, fossi un guanto su quella mano
e potessi sfiorarle la guancia!

Vorrei - Francesco Guccini

Auguri....

martedì, febbraio 12, 2008

Flagellazione dell'Ellesponto


Da Wikipedia:

La flagellazione dell'Ellesponto o fustigazione dell'Ellesponto è un evento, solo apparentemente minore, occorso nell'ambito delle guerre persiane, per la precisione nella seconda spedizione mossa da Serse I di Persia contro la Grecia.
Si trattò di una punizione corporale, in quella forma di tortura che va sotto il nome di flagellazione, che il re persiano inflisse al tratto di mare dell'Ellesponto (lo stretto dei Dardanelli), reo, a suo dire, di avergli recato un'ingiusta offesa personale.
Questa sarebbe consistita nella distruzione del ponte di barche che Serse andava realizzando sullo stretto, al fine di consentire il transito del suo esercito

La punizione fu eseguita, secondo i voleri del re, infliggendo al mare trecento frustate, accompagnate da una terribile e offensiva maledizione. Il re ordinò pure che fossero scagliati in mare due ceppi con l'aggiunta, probabile, di una marchiatura a fuoco del mare, a lasciare su di esso un'onta perenne.



« ...gli dei e gli eroi... non tollerarono che un unico uomo regnasse sull'Asia e sull'Europa, un empio, un tracotante che metteva sullo stesso piano le cose sacre e le profane, incendiando e abbattendo le statue degli dei; un uomo che ha fatto persino fustigare il mare e gli ha imposto catene! »
(Temistocle arringa gli ateniesi, in Erodoto, Storie, VIII, 109)

lunedì, febbraio 11, 2008

Undici...

Grazie al Bomber per la citazione, lo ripago con questi due pezzi dal nostro "libro di riferimento"...Arriva un'altra vittoria in quel di Carnate, in bocca al lupo agli amici in attesa di tempi migliori, un ringraziamento ai nostri leoni dagli spalti, ormai ogni commento è superfluo per descriverli. Avanti insieme per il nostro obiettivo e....andiamo!!!
Mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e
tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto
vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che
verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si
eserciti la preghiera della decifrazione
Avevo sempre creduto che la logica fosse un'arma universale e mi accorgevo ora di come la sua validità dipendesse dal modo in cui la si usava. D'altra parte, frequentando il mio maestro mi ero reso conto, e sempre più me ne resi conto nei giorni che seguirono, che la logica poteva servire a molto a condizione di entrarci dentro e poi di uscirne.

mercoledì, febbraio 06, 2008

lunedì, febbraio 04, 2008

Biella Storia...

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
5
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
10
Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
15
che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta
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che nel lago del cor m'era durata
la notte ch'i' passai con tanta pieta.


Torniamo da Biella sconfitti da una buona squadra, complice una serata negativa sotto qualche punto di vista. Serenamente dopo un bel respiro di riflessione, ripartiamo per la nostra marcia, il freddo inverno del girone del nord-ovest continua, di fieno ce n'è ma se soleggia è meglio uscir a far provviste, quindi...andiamo!!!

venerdì, febbraio 01, 2008

Piccolo Spazio Pubblicità...






























Avete mai pensato a una vacanza nelle colline del Chianti?

Nei pressi di Montevarchi, in posizione strategica per raggiungere Firenze, Siena e Arezzo.

In località Montegonzi, sorge il podere le Murricce. Si affittano mini-appartamenti per trascorrere qualche giorno in relax fuori dal caos della città. Dotato di piscina ( come da foto). Per chi fosse interessato a delle referenze/contatti può contattarmi alla mail ildottort@hotmail.it