martedì, ottobre 31, 2006

Il libertino

Consentitemi di essere esplicito sin dall'inizio. Non credo che vi piacerò. I signori proveranno invidia e le signore disgusto. Non vi piacerò affatto. Non vi piacerò ora e vi piacerò ancor meno in seguito. Signore un avvertimento. Io sono pronto a tutto in ogni momento e se merito o demerito questa ora è difficile da dire. Tuttavia è certo che sono un libertino. Continuerò a spassarmela e a provare ardenti passioni. Non voletemene. Vi arrecherebbe afflizione. E traete le vostre conclusioni alla distanza a cui vi terreste se stessi per mettere la lingua sotto le vostre sottane. Signori non disperate. Sono pronto a tutto si. Lo stesso avvertimento vale anche per voi. Placate le vostre squallide erezioni perchè quando avrete un amplesso vedrò di cosa sarete capaci. Allora saprò se sarete venuti meno alle mie aspettative. Vi auguro di fottere immaginando che la vostra amante segreta vi stia osservando di nascosto. Di provare le stesse sensazioni che io ho provato e che provo. E chiedervi: Era questo lo stesso brivido che sentiva lui? Avrà conosciuto qualcosa di più intenso? O c'è un muro di disgrazia contro il quale tutti battiamo la testa in quel fulgido ed ermo momento?
Questo è tutto. Questo il mio prologo. Nessuna rima e nessun decoro. Non era quello che vi aspettavate spero. Sono John Wilmot il secondo conte di Rochester e non ho alcuna intenzione di piacervi.